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La magia della fitodepurazione. Scopri come le piante purificano l’aria

L’inquinamento dentro casa è un enorme problema secondo l’OMS. Ma possiamo migliorare l’aria che respiriamo grazie ad alcune piante che purificano l’aria. La lingua di suocera, lo spatifillo, l’anthurium e molte altre piante possono purificare l’aria naturalmente grazie alla fitodepurazione. Queste piante d’appartamento eliminano gli agenti tossici e altri inquinanti volatili grazie a un’azione combinata di radici, terriccio e microorganismi.

 

Come le piante purificano l’aria: il potere della fitodepurazione

Non c’è una vera e propria traduzione al termine inglese phytoremediation. Infatti, ci si può riferire a questo tipo di purificazione sia con il termine di fitodepurazione che fitorisanamento. In generale, soprattutto in italiano si trovano poche informazioni a tal proposito e spesso si parla di altre tipologie di purificazione, quali quelle delle acque reflue e del terreno.

Il termine deriva dal greco φυτό (fito), che significa “pianta”, e dal latino remedium, che significa “ripristinare l’equilibrio”. Questo concetto, infatti, fa riferimento a metodologie che purificano terreno, acqua ed aria da contaminanti tossici. Viene definito che “l’uso di piante verdi, l’associazione con microorganismi, di fertilizzanti e tecniche agricole appropriate, permettono di contenere, rimuovere o rendere inermi gli inquinanti”.

Questo processo è un approccio estremamente redditizio che trae vantaggio dall’abilità di alcune piante di metabolizzare tramite i tessuti varie molecole. Fa riferimento all’abilità naturale di certe piante chiamate iper-accumulatori di purificare aria e acqua. Raccogliendo, degradando e rendendo inoffensivi gli inquinanti.

Aero filtration” è il fenomeno specifico della depurazione dell’aria. È composto da un ciclo di processi simultanei: la degradazione dei composti chimici avviene in tutta la pianta, ma inizia tra il rizoma (le radici) e il terriccio. Il motivo per cui la purificazione è concentrata sottoterra è che vicino alle radici brulicano tantissimi microorganismi, come funghi e batteri che sono coinvolti nel processo di purificazione.

Queste piante portano i COV e altre sostanze dannose presenti nell’aria inquinata a scomporsi e diventare nutrienti per la pianta stessa.

 

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Questo processo si concentra sulla purificazione di COV e CO2

I composti organici volatili (COV) e il diossido di carbonio (CO2) sono alcune delle più comuni e allo stesso tempo più pericolose sostanze con cui entriamo in contatto ogni giorno:

  • fumo di sigaretta (benzene)
  • stampanti (xilene)
  • prodotti per la pulizia (ammoniaca)
  • vernici (tricloroetilene)
  • tovaglioli (formaldeide)

 

L’inquinamento indoor può peggiorare i problemi di respirazione, come asma o allergie, o provocare mal di testa e vertigini. Purtroppo, siccome i vasi per le piante tradizionali non sono traspiranti, non permettono all’aria di passare vicino alle radici. Questo riduce le loro capacità di purificazione al minimo. Per questo, se per la purificazione dell’aria venissero usate delle piante con vaso tradizionale, sarebbero necessarie centinaia per ogni stanza.

 

La nostra soluzione per combattere l’inquinamento indoor

Un’alternativa al possedere molte piante in una casa è creare dei filtri artificiali che rimuovono gli inquinanti volatili. Questa tipologia di filtri però non assorbe gli inquinanti, semplicemente li accumula all’interno del materiale usato per la purificazione. Questi filtri hanno bisogno di periodici (e per giunta molto costosi) sostituzioni.

 

Per risolvere il problema, abbiamo creato Natede, un purificatore d’aria naturale che usa la fitodepurazione per pulire l’aria. Grazie a una tecnologia d’avanguardia, Natede potenzia il flusso d’aria verso le radici della pianta. In questo modo amplifica la capacità di fitodepurazione della pianta. Inoltre, è dotato di sensori di ultima generazione che permettono di monitorare la qualità dell’aria, la temperatura e l’umidità.

 

Sono 3 anni che testiamo e miglioriamo i nostri prodotti e la nostra tecnologia. I nostri partner sono PNAT e LINV, i più prestigiosi laboratori di ricerca sulla neurobiologia delle piante in Europa. Hanno provato l’efficacia dei nostri prodotti e lavorano gomito a gomito con noi per apportare continue innovazioni.

 

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Natede usa il potere delle piante come un filtro naturale per purificare l’aria. Combinando tecnologia all’avanguardia per eliminare gli inquinanti dalla tua casa.

 

Clean Air Study: Bill e la sua scoperta

All’inizio, Bill Wolverton stava lavorando a dei metodi per proteggere gli Stati Uniti d’America contro gli attacchi biologici o chimici. Il suo lavoro era talmente interessante da attirare l’attenzione della NASA. Dopo aver passato un decennio lavorando alla ricerca sulla depurazione delle acque reflue, la NASA ha chiesto a Bill di cercare invece delle soluzioni per risolvere il problema dell’inquinamento dell’aria.

 

La sindrome da edificio malato

L’obiettivo del suo lavoro era quello di sconfiggere la “sindrome da edificio malato”. Per mantenere la temperatura e il microclima all’interno delle case, si è utilizzato sempre più materiale isolante nella costruzione degli edifici. Ciò ha quindi reso le case ermetiche, spesso con un ricircolo d’aria insufficiente per vivere bene. Questo significa che l’aria esausta, gli odori e gli inquinanti non possono uscire, causando problemi come la sindrome da edificio malato, una condizione medica legata al malessere dentro le case.

 

Vista anche l’esperienza pregressa, Bill e i suoi collaboratori hanno deciso di testare anche l’efficacia delle piante nella purificazione dell’aria. Durante le ricerche, i risultati hanno dimostrato che alcune piante sono molto più efficaci di altre nel purificare l’aria. È quando però hanno iniziato la fase di controllo che hanno fatto la scoperta più importante. Hanno infatti deciso di testare anche l’efficienza delle piante senza foglie. I risultati delle piante che erano state potate erano sorprendenti! È grazie a questo esperimento che hanno scoperto che la purificazione avveniva grazie alle radici e non nelle foglie come si era sempre pensato.

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